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Gente senza casa, case senza gente: la campagna Unione Inquilini

Gente senza casa, case senza gente: la campagna Unione Inquilini

Unione Inquilini lancia la campagna “Gente senza casa, Case senza gente”, un’iniziativa per sensibilizzare la cittadinanza sulla carenza di immobili abitativi e sulla trasformazione della città.

Il mercato delle locazioni a San Benedetto del Tronto: alcuni numeri (devastanti)

San Benedetto ha un patrimonio di circa 30.000 immobili a uso abitativo di cui oltre 9000 seconde case vuote, spesso totalmente inutilizzate. Ha poi 1193 “strutture turistiche”, di cui solo 73  sono esercizi alberghieri: 852 sono alloggi privati e altri 217 gestiti in forma imprenditoriale, oltre 42 bed and breakfast.

Sono numeri che fanno di San Benedetto una città che ha sostituito il turismo “industriale” basato sul lavoro di accoglienza con un tessuto speculativo basato sulla mera rendita immobiliare, con quartieri fantasma per buona parte dell’anno svuotati delle loro funzioni residenziali. Se questo fenomeno alcuni anni fa era limitato alle zone turistiche di Porto D’Ascoli ora si allarga anche al quartiere marina, al Paese Alto e alle altre zone tradizionalmente abitate dai residenti.

A questo si accompagna un’impennata dei prezzi delle locazioni che è superiore a quella dell’inflazione. Tra il 2018 e il 2025 l’inflazione si è attestata intorno al 20%, mentre i canoni di locazione medi sono aumentati anche fino al 47%. L’aumento è meno marcato per i contratti a canone agevolato, grazie al buon lavoro fatto dal tavolo territoriale delle rappresentanze sindacali, ma è più forte sui contratti a canone libero, con un netto incremento delle locazioni transitorie non turistiche.

L’aumento dei canoni è ancora più netto se si misura non il canone medio ma il prezzo al mq. Grazie alle politiche urbanistiche che hanno favorito “riqualificazioni” che hanno prodotto mini-alloggi sostanzialmente inabitabili, assistiamo a rialzi che vanno dal 28,55% al 54% e che rendono del tutto insostenibili i costi di affitto per le famiglie.

La popolazione sambenedettese, infatti, scende, avendo perso 600 abitanti dal 2019 al 2026. E si tratta di abitanti in età di lavoro e giovanissimi, tanto che l’età media della popolazione è passata da 46,8 anni a 48,54, con uno spaventoso aumento di 1500 anziani over 60 e una conseguente diminuzione di 2000 unità delle altre fasce d’età. Quella che era una città viva si sta trasformando in un ritiro per pensionati benestanti e residenze estive.

In questo scenario si colloca la scellerata decisione nazionale e regionale di non intervenire sistematicamente con un contributo affitti significativo che, ricordiamo, è stato cancellato nel 2022 e non sostituito da altre forme d’intervento. La precedente amministrazione comunale era riuscita, con risorse proprie, a garantire un intervento una tantum destinato a 600 famiglie, ma è evidente che questo sforzo non è sostenibile nel lungo periodo se affidato alle sole casse comunali.

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Per quanto riguarda il fronte abitazione pubblica, si attende ancora la graduatoria per le Case Popolari del Bando 2024, un ritardo gravissimo che produrrà uno strumento nato vecchio, basato sulle dichiarazioni dei redditi 2022 e operativo nel 2027, ben 5 anni dopo. La domanda riguarda ben 270 nuclei familiari, buona parte dei quali rischia concretamente di finire a sua volta in strada senza un intervento pubblico.

La campagna

Unione Inquilini nelle scorse settimane ha incontrato il nuovo sindaco Nicola Mozzoni e l’assessore di riferimento, Simona Alfonsi, a cui ha presentato una serie di proposte operative per affrontare la questione abitativa, a partire dall’istituzione di un tavolo di confronto permanente con le rappresentanze sindacali degli inquilini. Ci auguriamo che con la ripresa delle attività amministrative si possa dare seguito alle iniziative proposte.

Il nostro sindacato ribadisce che il diritto alla casa deve essere messo al primo posto per costruire una città solidale, sicura, accogliente e attrattiva. Non affrontarle significa non adempiere a un obbligo preciso e non “solo” è ingiusto, ma non conviene a nessuno, neppure a chi si sente protetto e vede la crisi abitativa come qualcosa che non lo riguarda direttamente.

E’ per questo che abbiamo lanciato questa campagna sottolineando l’assurdità di vivere una città ricca di abitazioni precluse a enormi fasce di giovani, anziani, famiglie e lavoratori. Una città che marginalizza ed espelle, che spesso confonde povertà e colpa, ma che anno dopo anno crea le condizioni per cui sempre più persone siano relegate ai margini o allontanate. Contro questi fenomeni Unione Inquilini è e resterà sempre in campo, sia nella collaborazione con le istituzioni che non è mai venuta meno, e sia nel sostegno diretto a chi non vede riconosciuto il diritto alla casa.

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