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Buoni spesa a San Benedetto, un mare di esclusi

Buoni spesa a San Benedetto, un mare di esclusi

Al termine della fase di raccolta domande per l’assegnazione di Buoni Spesa del Comune di San Benedetto del Tronto, alla quale abbiamo partecipato come Unione Inquilini in accordo con l’Ente, riteniamo corretto – perché sia chiaro in quali condizioni si sta operando – riportare alcuni dati relativamente a questa attività.

In Comune, a quanto ci risulta, le domande effettivamente pervenute sono circa 2300. il numero esatto, al netto di errori e integrazioni, è in corso di definizione da parte degli uffici comunali. L’Unione Inquilini ha partecipato alla raccolta svolgendo consulenze per oltre 250 utenti e redigendo, raccogliendo e spedendo materialmente circa 70 questionari. Lo spaccato delle condizioni riportate dalle richieste (che, ovviamente, potrebbero non essere pienamente rappresentative delle migliaia pervenute, ma che rappresentano sicuramente un test interessante) è, senza mezzi termini, disastroso.

In particolare, l’80% dei richiedenti ha dichiarato di non percepire alcun tipo di sostegno pubblico (né Reddito di Cittadinanza, né NASPI, né Cassa Integrazione, né Pensione di Cittadinanza). Il 64% ha attestato di non percepire alcun reddito alternativo. Ben il 55% è totalmente scoperto da alcuna forma di reddito, non avendo ottenuto né l’uno né l’altro.

Ancora: l’84% dei richiedenti non dispone di giacenze finanziarie in banca superiori a 1000 euro a componente del nucleo familiare. Ciò nonostante, il 56% della platea paga un contratto di locazione. Soltanto il 35% dichiara di aver ridotto la propria attività lavorativa a seguito dell’emergenza Coronavirus, il che descrive un disagio economico preesistente alla crisi attuale.

Secondo le proiezioni da noi elaborate sul nostro campione, la mediana dei punteggi ottenuti è 6 e l’importo medio del buono, parametrato per componenti del nucleo familiare, sarà di circa 260 euro. Considerata l’attuale disponibilità a bilancio di circa 296.000 euro è quindi lecito aspettarsi coperture per circa 1100 famiglie, mentre resteranno escluse altre 1200. Data la struttura del bando e l’alto numero delle richieste, quindi, se questo scenario fosse replicato su più grande scala, gli unici utenti a percepire il buono spesa sarebbero quelli che totalizzano un punteggio inferiore alla soglia di 6 punti.

Si potrebbe obiettare che chi sta sopra questa soglia sia benestante. Proviamo a capire cosa significa con esempi reali. Un qualunque pensionato al minimo che non percepisce ulteriori sussidi ha, di partenza, 6 punti (5 di reddito + 1 per la non diminuzione dell’attività lavorativa), e quindi è a rischio esclusione, anche se non ha soldi in banca e paga un affitto. Un qualunque pensionato che, oltre alla pensione minima, percepisce anche poche decine di euro di Pensione di Cittadinanza parte da 11 punti e non ha speranze. Una donna con un figlio che percepisce 700 euro di reddito di cittadinanza e non può provare di pagare un affitto ha già 9 punti. Un anziano con la pensione al minimo e un conto corrente con 1200 euro, anche se paga un affitto, ha già 11 punti. Simile discorso può dirsi per tutti coloro che, magari dotati di Partita Iva, hanno avuto un reddito minimo nel mese di Marzo e dunque partono enormemente svantaggiati nel calcolo relativo. Ci sono capitati artigiani che hanno incassato 200 euro nel mese di marzo e dunque non hanno potuto dichiarare l’assenza di reddito. Sembra incredibile ma persino un senzatetto parte da 6 punti: 5 perché non paga l’affitto e 1 perché non può provare di aver interrotto il lavoro.

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Ci appare evidente dai nostri dati che, qualora fossero rappresentativi della situazione generale, non solo rimarrà esclusa la maggior parte dei richiedenti, ma non saranno soddisfatte anche situazioni di assoluto bisogno a causa dell’insufficienza dei fondi stanziati.

Non possiamo che ribadire, quindi, la richiesta già esposta di aumentare la dotazione del fondo che, nella dotazione attuale, è del tutto insufficiente a garantire anche questo minimo sostegno alle famiglie sambenedettesi in difficoltà. Ricordiamo infatti che il bando prevedeva quale criterio la residenza nel comune, il che ha escluso automaticamente tutti gli stranieri soggiornanti con provvedimenti temporanei e tutti coloro che sono rimasti bloccati in città dalle restrizioni pur non essendo residenti.

Infine, una piccola buona notizia: ci hanno chiamato i primi utenti ai quali è stato comunicata l’aggiudicazione dei buoni, segno che il Comune ha affrettato enormemente le procedure. Bene, ma purtroppo non basterà per troppi cittadini.

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